storia di Canneto

Canneto nell'età Moderna

Nel XV secolo Farfa divenne una commenda controllata da un cardinal commendatario che per conto del pontefice sovrintendeva ai movimenti finanziari dell'abbazia. Con l'avvento di questa nuova forma di governo inizia il lento declino della prosperità sabina.La Roma dei Papi era un pozzo senza fondo. II Regesto farfense, che raccoglie l'elenco di quanto dovuto dai vari fondi e dagli abitanti della zona, annota cifre che avrebbero fatto impallidire l'esosità dei longobardi. Inoltre lo spirito indipendente delle genti sabine non piace ai pontefici che cominciarono ad imporre limitazioni alle più redditizie attività della zona, quella dell'olivicoltura e della produzione olearia e quella dell'allevamento ovino.Tra il XVI e il XVII secolo scompare anche la Fiera di Farfa, che era stata nel Medioevo uno degli appuntamenti commerciali più importanti di tutta il centro Italia questo infligge un ulteriore colpo ai coltivatori locali, privati della possibilità di offrire i loro prodotti su un mercato prestigioso ed internazionale come quello rappresentalo dalla fiera. Ai piccoli olivicoltori viene lasciata solo tanto olio quanto è quello del fabbisogno delle loro famiglie per un anno, più una piccola misura in caso di necessità. Il resto della produzione doveva essere consegnata ai grandi magazzini annonari che furono costruiti in tutta la zona. Le carte catastali di questo periodo mostrano come nella zona di Canneto le piccole proprietà enfiteutiche si vadano progressivamente sostituendo ai grandi appezzamenti di terreno. Lo spazio e il pascolo scompare per le grandi greggi sabine. I coltivi vengono recintati ma in questo modo, impedendo alle greggi di calpestarli e di sedimentare su di essi il loro prezioso humus se e riduce anche la fertilità. Il paese ha, nel XVII secolo un aspetto a chiazze, caratterizzato da piccoli agglomerati di case sparse tra l'attuale centro cannetano e Montegrottone, intorno alle fattorie maggiori.


Canneto tra il secolo scorso ed oggi

La ripresa agricola di Canneto iniziò alla fine del XIX secolo. Tra il XVII e il XIX secolo gran parte dei terreni farfensi erano stati alimentati alle grandi famiglie dell'aristocrazia romana; quel che ne restava dopo il 1871, con la nazionalizzazione dei beni ecclesiastici, divenne facile preda di accaparratori. Gli agricoltori locali, che da secoli coltivavano quei terreni si ritrovarono espropriati e ridotti alle coltivazioni delle zone pedemontane rimaste, in genere, di proprietà demaniale. Terreni rocciosi, in forte pendio, detti cese (dal latino cadere sia nel senso che venivano  ceduti   per un certo periodo ai  coltivatori  in  cambio  di  un  modesto  canone  d'affitto  sia perchè tagliavano la montagna spingendo i muretti divisori, fatti con le pietre cavate rabbiosamente dai terreni, più in alto che potevano).


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