
II ricordo dell'eccidio che il 10 dicembre di 88 anni fa a Canneto Sabino costò la vita ad undici lavoratori che manifestavano per migliorare le proprie condizioni salariali, ha assunto quest'anno un significato ancora più profondo. Passano gli anni, ma si continua a morire di lavoro. Mai come adesso è importante rinvigorire il ricordo: la Cgil di Rieti e il Comune di Fara in Sabina, promotori della commemorazione del "10 dicembre di Canneto", ne sono convinti. Lunedì scorso, nonostante la pioggia che cadeva fitta, nella frazione farense sono intervenuti cittadini e autorità locali: c'era il segretario generale della Cgil di Rieti, Claudio Di Berardino, il sindaco di Fara in Sabina, Vincenzo Mazzeo, gli assessori provinciali, Gustavo Marcheggiani e Luigi Taddei e il consigliere regionale Mario Perilli. «Da quest' anno comincia a prendere forma la celebrazione di questa triste ricorrenza - afferma il segretario generale -. Le parole non bastano più: è giunto il momento di ridare forza e sostegno ai valori, ai simboli e ai gesti, così come si è fatto a Canneto». L'episodio farense è allo studio di un gruppo di lavoro che lo approfondirà alla luce del contesto storico in cui è inserito, e cercherà di individuare opportune similitudini con altri fatti tragici di quel periodo. Lo scopo è rendere indelebili i fatti di Canneto, inserendolo nella storia regionale o nazionale: quella che si legge, si studia e non si dimentica. «Ci provò l'allora segretario generale della Cgil nazionale Di Vittorio - aggiunge Di Berardino -, ci proviamo oggi noi, con la convinzione che sia fondamentale far crescere la consapevolezza tra la gente e sensibilizzare sul tema dei diritti e della lotta al lavoro nero». E' sempre per far seguire i fatti alle parole, che la Cgil proporrà a tutte le scuole di Fara in Sabina un opportuno approfondimento sull'Eccidio di Canneto attraverso elaborati da esibire in occasione della festa nel prossimo Primo Maggio.
